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Voglio diventare una... Digital Strategist @ Serena Sensini | Martedì 5 Luglio 2022 | 4 minuti

Si può lavorare nel digitale senza definire una strategia? La professione di Federica è tra quelle più giovani, e c’è chi spera di ricoprire tra qualche anno un ruolo che ancora non esiste…

Scopriamo grazie a Federica Tonon il lavoro di Digital Strategist in questa bellissima intervista!

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Sono cresciuta in un piccolo paese di provincia del nord-est e da bambina, oltre alla Signora Fletcher, uno dei miei idoli era Penny del cartone “L’Ispettore Gadget”, con il suo mini laptop e la sua brillante intelligenza (chi è nato negli anni ‘80 come me capirà).

Poi però, una volta grande, ho scelto di laurearmi in Scienze della Comunicazione ad indirizzo giornalismo, anche se il fascino per la tecnologia è rimasto intatto da allora. L’ho solo approcciato con piglio umanista.

In tutto ciò, con il tempo, ho imparato a far convivere la mia indole riservata con la curiosità diffusa che mi caratterizza.

In cosa consiste il ruolo di Digital Strategist?

Lo stratega del digitale (in inglese Digital Strategist) aiuta i brand a scegliere quale sia la strada migliore per raggiungere i propri obiettivi (di business, marketing e comunicazione) attraverso i punti di contatto digitali.

Per farlo deve interfacciarsi di continuo con varie figure, sia del cliente che del suo team di lavoro, anche se il cuore delle attività avviene poi in solitaria quando le informazioni e i dati raccolti devono essere messi in fila con metodo per giungere alla definizione della strategia.

La Digital strategist chiarisce il perché intraprendere determinate azioni sul digitale, definendo quali fare e quando. Poi però non abbandona la nave: monitora, insieme al team che realizza le azioni, che gli obiettivi preposti vengano raggiunti, ritarando il tiro in caso di bisogno.

Qual è la soft skill più importante che deve possedere una Digital Strategist?

La capacità di ascolto credo sia una soft skill imprescindibile al pari delle abilità di sintesi. Una strategia può esistere solo se segue alla comprensione del contesto e alla definizione di un obiettivo. Per comprendere contesti e definire obiettivi però, bisogna sapere ascoltare attentamente ed essere in grado di sintetizzare la complessità. Inoltre l’ascolto permette anche di entrare facilmente in ambiti e settori spesso diversi che richiedono la consulenza di una digital strategist.

La maggior parte di noi utilizza i social per parlare dei propri successi, ma la realtà è che siamo quel che siamo grazie al 90% dei nostri errori. Racconta il tuo più grande fallimento da quando lavori nel settore, che però ti ha reso ciò che sei.

Ce ne sono stati tanti perché, come si dice, “solo chi fa sbaglia”. Fra tutti però scelgo questo: in passato mi è capitato di non rendermi conto che dietro al successo dei progetti ci sono prima di tutto le persone che ci lavorano. Ho sottovalutato la forza che possono esercitare bisogni o difficoltà personali di chi ruota intorno a un progetto sulla sua buona riuscita. Ora so che solo team felici creano “progetti felici”.

Come fare per diventare una Digital Strategist?

Immaginiamo la figura della Digital Strategist come un traduttore.

È il crocevia tra business e operatività tecnologica e deve farli dialogare per arrivare all’obiettivo.

Competenze in ambito digital marketing sono quindi ** unabase necessaria** per poter parlare la stessa lingua dei referenti delle aziende clienti.

Poi però sono utili anche conoscenza di ambiti più specialistici relativi alla progettazione come l’architettura dell’informazione e la user experience, insieme a quel tanto che serve per potersi interfacciare con chi si occupa di design, dello sviluppo web o dei social media.

Parlando di successi, qual è il tuo prossimo obiettivo? Quale ruolo vorresti ricoprire entro i prossimi 3 anni?

Negli ultimi tempi sto cercando di ampliare le mie competenze in ambito di UX Research.

Spero però che il ruolo che avrò fra 3 anni non esista ancora ad oggi: il digital ha tempi rapidissimi tutti propri e mi auguro di essere in grado di seguirli portando a frutto l’esperienza pregressa verso il nuovo che verrà.

Credo comunque che sarà un ruolo sempre più vicino a e di raccordo con il mondo tech.

Conosci il tema gender gap in ambito STEM? Se sì, come fare per superarlo?

Si, è un tema che mi sta a cuore innanzitutto per una questione pratica: sono stanca di riunioni mono-genere in ambito lavorativo e vorrei tanto che ci fosse una parità di contributi in certi campi perché lo considero arricchente e stimolante.

A parte le questioni pratiche, seguo due realtà pro STEM (@she_is_a_scientist e @inspiringirls_italia su Instagram) e cerco di condividerne i messaggi.

Sono madre di due figlie e nel mio piccolo sto cercando di educarle senza pre-concetti rispetto a cosa sia più adatto a un genere o a un altro nelle professioni.

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