Recensione de 'AI per Manager'

Immagine di copertina

Ranking

Anno 2025 Autori Elisa Farri, Gabriele Rosani Livello Per tutti Scorrevolezza 7 / 10 Originalità 8 / 10 Valutazione 7+ / 10

Recensione

Il libro si presenta come un manuale all’uso pronto per i/le manager che vogliono comprendere e sfruttare al meglio le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Gli autori, con il loro background nel campo dell’innovazione a direzione della divisione Invent di Capgemini, offrono una panoramica chiara e accessibile su come l’AI può essere integrata nelle strategie aziendali per migliorare l’efficienza e l’innovazione.

Quello è che sicuramente apprezzabile è lo scopo per cui nasce questo libro: come già detto, la democratizzazione di questi strumenti ha reso ancor più evidente la mancanza di educazione digitale che alcune figure professionali, come i manager, possono avere. In questo senso, il libro si propone di colmare questa lacuna, fornendo una guida pratica e concreta su come utilizzare l’AI in modo efficace, rimanendo peraltro agnostica rispetto a specifici strumenti o piattaforme, il che è un punto a favore in un campo in rapida evoluzione come quello dell’intelligenza artificiale. Inoltre, molto utile è il riferimento a delle risorse online da utilizzare per avere degli esempi concreti di come alcuni prompt possono essere formulati per ottenere risultati specifici, e anche per capire come questi strumenti possono essere utilizzati in diversi contesti aziendali.

Il testo ha una struttura di per sé molto “statica”: sono sicuramente apprezzabili le introduzioni dedicate a ogni inizio gruppo di use case, che servono a definire il perimetro entro cui i vari esempi andranno a operare. Quello che manca, però, è una maggiore fluidità tra i vari capitoli, che a volte sembrano essere più una raccolta di esempi che un percorso narrativo coerente. Aggiungo però che, a livello soggettivo, la “staticità” di un testo per me è un tasto dolente, soprattutto se ritrovo uno schema che si ripete più volte, e questo è sicuramente un aspetto che mi ha fatto storcere un po’ il naso soprattutto sulla scorrevolezza. La scrittura per me rimane un’arte creativa, non inquadrabile in schemi rigidi, e quando un testo sembra seguire un modello troppo prevedibile, la mia attenzione tende a calare.

L’aspetto che più mi ha fatto riflettere è che, da professionista che lavora nel campo e che quindi ha competenze con un livello di approfondimento diverso sicuramente rispetto ad alcune figure con background di altro genere, è che durante la lettura ho sentito l’esigenza di prendere appunti su diversi capitoli del libro. Mentre alcuni sono risultati più “banali”, dove per “banale” intendo dire che si trattava di concetti che già conoscevo, altri invece mi hanno fatto riflettere su aspetti che non avevo considerato prima, o che avevo sottovalutato. In questo senso, il libro è riuscito a stimolare la mia curiosità e a farmi pensare a come potrei applicare alcune delle idee presentate in contesti diversi da quelli aziendali, come ad esempio in progetti personali o in iniziative di formazione.

Ammetto che però alcuni esempi risultano essere un po’ troppo generici o poco originali, e sarebbe stato interessante vedere più approfondimenti su come le aziende hanno implementato realisticamente queste soluzioni, con dettagli sui processi e le sfide affrontate. Vero è che sono presenti dei box all’interno dei quali, tramite un generico John Doe, vengono raccontate le esperienze di alcune aziende, ma si tratta di un espediente che non riesce a colmare completamente la mancanza di una narrazione più fluida e coinvolgente; servono più che altro a umanizzare gli esempi presentati in precedenza, anche se, come detto, non riescono a rendere più fluida la lettura.

Se mi sento di consigliare questo libro? In generale sì, soprattutto a chi si avvicina per la prima volta al mondo dell’intelligenza artificiale generativa e a strumenti per la produttività personale e vuole capire come questa tecnologia può essere applicata in contesti aziendali. Tuttavia, per chi ha già una certa familiarità con queste tematiche, il libro potrebbe risultare un po’ troppo introduttivo e mancare di approfondimenti più specifici e dettagliati. In ogni caso, è un buon punto di partenza per chiunque voglia iniziare a esplorare le potenzialità dell’intelligenza artificiale nel mondo del business.

Lezione imparata

  • La democratizzazione degli strumenti di intelligenza artificiale ha reso ancora più evidente la necessità di educazione digitale per figure professionali come i manager, che possono trarre enormi benefici dall’integrazione dell’AI nelle strategie aziendali, ma che spesso non hanno le competenze tecniche per farlo in modo efficace.

Disponibile su Amazon


🔗 Leggi anche:

Conosci meglio chi ha scritto questo articolo

Serena Sensini

Ciao! Mi chiamo Serena Sensini e sono la creatrice di @ TheRedCode.it. Ho aperto questo blog nel 2021 per raccontare il mio lavoro e il mondo dell’informatica a parole semplici, in piccole pillole e alla portata di tutte le persone.

Sono un’ingegnera informatica specializzata in ambito AI & NLP. Di giorno lavoro come CTO @ Welyk e come Innovation & Emerging Technologies Leader @ Dedalus, mentre di notte scrivo e sono autrice di 5 libri -per ora-. 🖊️

Foto di Serena Sensini

Partners

Community, aziende e persone che supportano attivamente il blog

Vuoi diventare tech content creator? 🖊️

Se ti va di raccontare la tua esperienza nel mondo tech, questo è il posto giusto.

Cerchiamo voci autentiche, esempi pratici e punti di vista utili per chi legge.

Scrivici a collaborazioni[at]theredcode.it con una proposta: idea, taglio del contenuto e una breve presentazione. Non vediamo l'ora di leggere la tua esperienza!

Invia la tua idea